Memorie post rientro parte seconda: le cose che mi mancheranno

Copyright: Matilde Minauro

Copyright: Matilde Minauro

Delle vacanze ho sempre apprezzato moltissimi aspetti, come tutti. Questi sono i miei, personalissimi, must-have.

La totale assenza di orologi. Che sia al mare, a casa, in montagna o da qualsiasi altra parte, di orologi non voglio nemmeno sentir parlare. Ne faccio a meno. Il tempo ridiventa una dimensione in cui tutto può accadere, in qualsiasi momento. Senza scadenze, appuntamenti, gabbie mentali e fisiche. Amo uscire di casa senza sapere che ora è. Guadagnandomi le mete passo dopo passo. Anche con le bambine era così. Si usciva di casa dopo la colazione direzione porto o Roquebrune-Cap-Martin o centro pedonale. A che ora si uscisse non lo sapevo. A che ora saremmo rientrate nemmeno. L’unico scopo di quelle lunghissime passeggiate era respirare la frizzante aria di mare, vedere posti e persone, inseguire piccioni o gabbiani, ascoltare la melodia delle onde. Nient’altro. Ritornare anche io un pò bambina, insomma. In quella dimensione in cui del tempo hai un’idea vaga e la concezione che compare immediata nella mente è di uno spazio vasto da riempire con attività piacevoli.

L’assoluta defezione al maquillage! Durante l’anno, come molte di noi fanno, mi trucco. Specialmente per l’ufficio. Per essere a posto. Per coprire la couperose (di cui ho sempre sofferto per fragilità capillare). Per proteggere la pelle dallo smog di Milano e dai vari ed eventuali agenti atmosferici. Al mare no. Qui, bando a qualsiasi correttore, BB cream, fondotinta, cipria o altri inutili ammennicoli, uscire di casa a viso pulito e scoperto era un vero e proprio piacere. Oltre che un toccasana per la mia pelle. Una passata di protezione solare e via. Salvo poi sentirmi dire da mia madre che avrei proprio dovuto cominciare a usare una crema anti-età. Sai, vai per i 40 anni. E’ il caso che tu cominci a curarla la pelle. Almeno quella del viso. Si, ho 36 anni e sono più prossima ai 40 che ai 30. Ma se la genetica non è un’opinione, mia nonna Rina, alla veneranda età di 80 e fischia anni aveva una pelle meravigliosa, morbida come quella di un neonato (rugosa, per carità) e non aveva mai usato creme in vita sua. Penso che continuerò a sperare nella potenza dei geni.

Le flip flop sempre ai piedi. Dette anche infradito, sono le calzature che preferisco in assoluto in estate. Almeno quando non posso proprio fare a meno di indossare qualcosa. Altrimenti preferisco camminare scalza. La sensazione di libertà che mi regalano sempre queste ciabattine è indescrivibile. E’ quasi come ritrovare il contatto naturale con il terreno. Certo, dopo chilometri e chilometri spingendo il passeggino su e giù, un pò di dolore alla sciatica me l’hanno lasciato, ma pazienza. Viva le flip flop, abbasso le scarpe col tacco, almeno in estate. E soprattutto in vacanza.

Le baguette. Ogni estate il pane per eccellenza che non manca mai sulla nostra tavola è la baguette. Croccante, ben cotta, così tipicamente francese. Sebbene nel corso degli anni abbiamo tradito svariate panetterie, la tipologia di pane è però rimasta sempre la stessa (salvo qualche rara, sporadica, eccezione). Uscire dalla panetteria, con le baguette infilate nella carta e posizionate sotto il braccio da vera francese, non ha prezzo. Ed è una delle consuetudini dell’estate. E poi ho scoperto che le bambine le adorano. Ne hanno fatto delle vere e proprie scorpacciate.

Il Caffè Italiano. Il bar dove, al mattino, andavo a fare colazione con le piccole. Sempre lo stesso ordine, comme d’habitude. Caffè macchiato freddo e croissant alla marmellata. Rigorosamente condiviso con le gemelle. Un pezzo a me, due pezzetti a loro. Unica nota dolente, il costo: il caffè in Francia costa un occhio della testa. Il café noisette (leggi caffè macchiato) costa da 1,30 € ad 1,60 €. Fuori di testa. Ma li pagavo volentieri nel momento in cui il caffè aveva un sapore che lo rendeva degno di tale nome. Cosa non scontata all’estero.

Le crêpe nutella alla sera. Non tutte le sere. Ma quasi. Scappavamo più rapidi del vento per assaporare quella meravigliosa porcheria infarcita di succulenta crema di cioccolato. Ma quale cioccolato? Nutella! Sua maestà! Sento ancora il sapore in bocca…

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