Come preparare la valigia perfetta

C’è chi lo fa per gioco, chi se lo sceglie per professione, per me né l’uno né l’altro, io lo faccio (anche) per passione. Cosa? Ma il viaggiare, of course. E quando viaggi tanto che praticamente hai sempre una valigia attaccata a te, a guisa di coda, preparare bene il bagaglio è una dote e una capacità che devi gioco-forza sviluppare. Se non vuoi rischiare che, al primo lancio della valigia sul rullo trasportatore degli aeroporti, esploda come un sacchetto di coriandoli a Carnevale.

come-preparare-valigia-perfettaIl preparare bene il bagaglio è davvero uno dei temi caldi del viaggiatore. Se poi si considera che nei giorni fuori casa la valigia diventa una sorta di casa viaggiante, o copertina di Linus, con dentro di tutto e di più, allora è necessario e vitale sviluppare una strategia.

Io la mia l’ho affinata nel tempo. Dagli anni in cui, valigie al seguito, con mia mamma partivamo alla volta del mondo esplorabile. Allora, bando all’ottimizzazione, portavo con me cambi sufficienti per farmi stare nella località prescelta anche più di un anno. Salvo poi indossare un quinto di quello che avevo cacciato a forza nel bagaglio. E dovendo poi, per forza, rilavare tutto una volta rientrate a casa.

Adesso no. E’ da tempo che ho capito come si fa. Anche se, per dirla tutta, ancora sbaglio a volte. E porto più del necessario. Diciamo che la sintesi, quando si tratta di vestiti, non è propriamente una delle maggiori qualità delle donne. E’ una sfida e un obiettivo da raggiungere. Viaggio dopo viaggio. Aeroporto dopo aeroporto. Lavanderia dopo lavanderia.

E allora, come fare? Semplice e veloce, ecco il mio metodo.

  1. Compilare una lista delle cose assolutamente necessarie. Tra le quali non devono comparire rotoli di carta igienica (che si trovano quasi dappertutto), smacchiante a presa rapida (se vi sporcate, pazienza, potete sempre comprarvi qualcosa d’emergenza nel luogo in cui andate), il vostro cuscino preferito (per qualche settimana, fatene a meno)
  2. Scegliere con cura i capi, pochi ed essenziali, sulla base dei giorni che si trascorrono fuori casa
  3. Impilarli sul letto e osservarli con occhio critico. Da quella pila, tenete presente che un terzo è quasi sempre superfluo
  4. Evitare di portarvi dietro la scarpiera intera. Dipende dove si va, ma ecco, io eviterei i tacchi per un safari in Kenya. Che per altro sono pure scomodi se vi tocca dover correre a gambe levate per sfuggire ad un rinoceronte inferocito. Scarpe comode, quindi, e nulla più.
  5. No a pochette e borsine eleganti. In viaggio vince la praticità
  6. Sì a phon da viaggio. Perché, se come a me, vi capita di dormire in un campeggio del Red Centre australiano e volete lavarvi i capelli, meglio avere un piccolo amico che vi aiuti ad asciugarli. O, in alternativa, potete chiedere alla padrona di casa. Sperando che non lo stia usando lei.
  7. Portate sempre qualche medicina di pronto soccorso. Antipiretico, antibiotico, antiemetico, cerotti. Sperando che non vi servano. Ma non si sa mai
  8. Infilate subito carica batterie e altri equipaggiamenti tecnologici in valigia. E’ tanto bello avere con sé l’ultimo modello di smartphone e la macchina fotografica più attrezzata, ma se poi dopo un solo giorno si spengono, a cosa serve averle con sé?

Ah, come ultima cosa, stampate sempre tutti i biglietti che avete prenotato. Anche se dicono che non serve avere una copia cartacea, frottole! la chiedono sempre e comunque. Un biglietto stampato può salvarvi la vita (e farvi partire).

Stay tuned!

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