#destinazionemarche: tartufi e enogastronomia

Il tartufo è una delle leccornie che preferisco, in assoluto. Non solo per il profumo intenso (che adoro), né solo per il sapore forte e particolare, unico nel suo genere. Lo preferisco (anche) perché è una meravigliosa eccezione alla regola. Non proprio qualcosa che si possa gustare tutti i giorni. Ottobre, si sa, è il mese dedicato al questo principe della tavola. Molte sono le manifestazioni e le fiere che si tengono in Italia. Prima tra tutte, la Fiera Internazionale del Tartufo di Alba, di cui ho già parlato l’anno scorso (rinfrescati la memoria cliccando qui). Quest’anno, anziché parlare della manifestazione che si tiene nella mia Terra, voglio invece raccontarvi degli appuntamenti che si tengono nelle Marche.

Dal 2 al 9 settembre e poi il 16 settembre come data unica, si tiene a Pergola, ameno comune in provincia di Pesaro Urbino, abbracciato da dolci colline e boschi verdi, la 21^ edizione della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato. La manifestazione racconta non solo emozioni gustative, ma anche arte, storia, profumi e gusti della città dei Bronzi dorati. Non solo, quindi, un focus sul pregiato tubero, ma anche un tuffo tra le specialità eno-gastronomiche di questa terra.

sanangeloinvadoA Sant’Angelo in Vado, invece, dall’8 al 30 ottobre si terrà la 53^ edizione della Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche. Eccellenza con eccellenza vanno a braccetto: un re (il tartufo) che incontra un altro monarca, un meraviglioso borgo medievale affacciato su un fiume che scorre impetuoso a poca distanza dalle splendide case in pietra. L’edizione di quest’anno è completamente rinnovata: non solo gastronomia pura, ma anche stand con prodotti di artigianato locale, hobbisti, spazi dedicati ai bambini, visite ai musei, laboratori didattici e tanto altro ancora. Un evento, insomma, in cui il gusto viene declinato in più aspetti. La manifestazione si concluderà con la consegna del prestigioso premio “Tartufo d’Oro”, occasione che richiama ogni anno personalità e personaggi dello spettacolo e dello show business.

Ad Acqualagna (paese natale di Enrico Mattei), inoltre, ci si aspetta un’ottima partecipazione di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero per la 51^ edizione della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco. La piazza principale del paesino ospiterà il Palatartufo, un imponente spazio di accoglienza che ospita, ad ogni edizione, oltre 200.000 appassionati di tartufo. Tra bancarelle e stand in cui si potranno acquistare tartufi freschi i visitatori avranno l’opportunità anche di godere di panorami naturali di rara bellezza e ricchezza. 30-31 ottobre e 1-5-6-12-13 novembre.

Nel comune di Apecchio, in aggiunta alla summenzionate manifestazioni, si tiene la mostra più longeva della Regione Marche a tema tartufo: da ben 34 anni, infatti, questo antico borgo dal passato illustre (qui sono stati ritrovati resti di insediamenti celti, etruschi e romani, tra gli altri) ospita la Mostra Mercato del Tartufo e dei Prodotti del Bosco – Alogastronomia. Fino al 2 ottobre la manifestazione permetterà ai visitatori di provare l’abbinamento esclusivo di tartufo e birre locali. Oltre ad altri eventi tra cui show cooking, trekking, mostre d’arte, spettacoli. 

Infine, spostandosi in provincia di Fermo, comune di Amandola, merita una menzione la manifestazione giunta ormai alla sua 20^ edizione Diamanti a Tavola. Mostra sul tartufo bianco pregiato e occasione per scoprire i prodotti tipici dei Monti Sibillini, in occasione della manifestazione il centro storico di Amandola si animerà con punti di ristoro, stand gastronomici, aree di degustazione, laboratori per bambini, concerti ed escursioni guidate alla ricerca del tartufo.

Difficile scegliere tra tutte queste proposte, ma giusto per darvi un suggerimento, io sceglierei Sant’Angelo in Vado e prenoterei a Palazzo Santinelli, B&B nel centro storico del paese all’interno di un palazzo del Cinquecento, che ospitò Garibaldi ed Anita durante la loro fuga. I prezzi della camera matrimoniale, a notte, partono da 70 €.

Per maggiori informazioni visitare il sito turismo.marche.it

 

 

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Un dolce autunno a Gozo (Malta)

Benché Malta sia più conosciuta (e frequentata) di Gozo, l’isola del miele e dell’amore, dimora della Ninfa Calipso, è un’oasi di pace e tranquillità che vi ruberà il cuore. Immaginate di approdare in un luogo lontano dal tempo e dalla frenesia della vita quotidiana, dove il verde dei campi è punteggiato qua e là da pietre, casette, farmhouse. Sospesa tra blu cristallo e azzurro del cielo, Gozo è la scelta perfetta per una vacanza autunnale dolce e rilassante.

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Finestra Azzurra di Dwejra @copyright Viewingmalta.com

Qui sull’isola i ritmi rallentano, l’aria profuma di natura, mare e pane appena sfornato, la gente accoglie i visitatori come se fossero dei cari amici che non vedono da tempo. Se vi piace passeggiare, sono molti i percorsi di trekking che si possono seguire a Gozo: perdersi tra stradine dal sapore antico, innamorarsi di panorami mozzafiato, trovare ristoro nei piccoli ed accoglienti bar di paese, per poi proseguire alla ricerca di siti archeologici e chiese rurali. Ma Gozo può anche essere esplorata in bici: la quasi totale assenza di traffico permette di percorrerla su due ruote in totale sicurezza. E, tra una pedalata e l’altra, non mancate di fermarvi a Ġgantija, il più antico tempio autoportante al mondo, Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. Una meraviglia che deve essere visitata, almeno una volta nella vita.

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Vista dall’alto dei Templi di Ggantija @copyright Viewingmalta.com

Dopo, dirigetevi verso ovest, alla volta di Dwejra e del suo Mare Interno e della Finestra Azzurra. Qui non potrete rimanere che a bocca aperta davanti alla forza incredibile della natura: un imponente arco naturale scavato dal vento e dagli agenti atmosferici, che hanno creato un accesso alternativo al mare cristallino.

 

 

Proseguite poi alla scoperta del lato bucolico e antico di Gozo, facendo sosta nei villaggi di pescatori di Marsalforn e Xlendi. Il primo è un porticciolo ricco di ristoranti e localini disposti a bordo mare. Ideali per assaggiare succulenti piatti di pesce freschissimo. Xlendi, per contro, è un pittoresco centro di pescatori a sud-ovest dell’isola di Gozo, estremamente raccolto e dall’atmosfera indiscutibilmente romantica, guardato a vista da una torre di avvistamento risalente al XVII secolo. Anche qui, l’offerta gastronomica proposta dai ristorantini propone piatti a base di pescato del giorno.

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Xlendi Bay @copyright Viewingmalta.com

Nonostante sia meno trafficata di Malta, Gozo ha comunque un vivace calendario degli eventi. Se vi trovate a soggiornarvi in ottobre, vi suggerisco di fare un salto al Mediterranea Festival, in programma dal 27 ottobre all’11 novembre. Questo evento è una celebrazione della cultura, della mitologia e dell’indiscusso charme dell’isola di Calipso. Gozo è una Signora da oltre 7.000 anni. E anche se alle signore l’età non si chiede, per l’isola possiamo dire che i millenni, anche se ci sono, sono portati splendidamente. Gli eventi che sono organizzati in occasione del Festival raccontano di questo passato glorioso, dalla musica all’archeologia, dalla storia al folclore alla gastronomia.

Per un soggiorno chic, ma dai costi contenuti, il Tour Operator Concierge Goingozo propone un romantico soggiorno presso il Tatum, B&B di alto livello, ricavato all’interno di una elegante e raffinata farmhouse di Nadur, uno dei villaggi più bucolici di tutta l’isola. Sebbene sia definitivo B&B, non fatevi però fuorviare dal nome: Tatum è una masseria che dispone di salone, zona relax che si affaccia sulla piscina esterna privata, zona pranzo, grande cucina, 4 camere da letto, tutte con bagno privato e una suite con vasca idromassaggio, wi-fi e tanto altro ancora. Il costo della farmhouse, a notte, parte da 100 €.

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Per maggiori informazioni sull’isola di Gozo, visitare i siti www.visitmalta.it e Island of Gozo.org

Il Natale? Quando arriva, arriva…

E allora, non mi farò trovare impreparata! L’anno scorso l’albero superdecorato è stato oggetto di troppe attenzioni da parte delle Gem. Non ricordo nemmeno più quante palline sono andate in frantumi. Di certo, mi ricordo che al momento di disfarlo le scatoline messe con tanta cura da parte non erano più piene come qualche settimana prima. Inutile dirlo, quando si hanno due terremoti in casa, meglio prevenire, che curare. Per quest’anno, allora, penso proprio che farò acquisti socialmente responsabili, nel senso che saranno addobbi anti-stress. Gem, cominciate pure a tremare! Le decorazioni saranno a prova di tifone!

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CaosCreo, Christmas Ball Pack

L’azienda CaosCreo (e mai nome fu più appropriato) è un’azienda tutta italiana, che propone complementi d’arredo di design. Opere nate da un momenti di caos creativo collettivo. Sul loro sito, ho trovato delle decorazioni natalizie davvero geniali. Oltre che bellissime. Realizzate rigorosamente in metallo (a prova di lancio del peso, quindi), la confezione venduta sul sito contiene cinque soggetti a tema, ma di design. Sfere tridimensionali, renne, abeti e stelle scintillanti, sono la soluzione ideale per combattere le mani leste di Attila e sua sorella. Nell’attesa che comprendano cosa significa NO.

 

 

La confezione con cinque decorazioni non è economicissima (39 €), ma se penso a tutte le preziose decorazioni che l’anno scorso hanno fatto una fine miserabile, penso che queste possano assolvere degnamente il compito di arrivare a Natale e superarlo, in attesa di quello successivo.

In aggiunta a queste decorazioni, penso che acquisterò online anche dei simpatici pupazzetti in legno (renne, babbi natale, stelle, alberi e tanto altro ancora) di un’azienda tedesca, DaWanda, che propone oggetti unici, rigorosamente fatti a mano. Sul sito si trovano circa 2 milioni di prodotti diversi e circa 7mila nuovi oggetti vengono caricati tra le novità, quotidianamente. Il costo degli addobbi è davvero super, e le spese di spedizione sono praticamente regalate (2,85 €). E le soluzioni decorative sono davvero molteplici.

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Addobbi in legno (8 pezzi). € 3,80

 

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Babbo Natale da appendere sulla porta. € 22

Fatevi un giro sul loro negozio online, alla pagina dedicata al Natale cliccando qui

Se fossi la sorella di?

Chissà come sarebbe la mia vita se oggi potessi dire “sì, sono io, la sorella di Luigi”. E’ un concetto strano per me. Non mi sono mai potuta identificare come “sorella di”. Sempre e solo come “figlia di”, “moglie di”, “mamma di”. Ma sorella mai.

angeloNon ci ho mai badato più di tanto. Essere un individuo indipendente, unico, ha i suoi lati positivi. Finché arrivavano regali, erano per me. Finché c’era da raccogliere attenzioni e coccole, erano per me. Ora che sono adulta le cose e la loro percezione sono cambiate. Oggi, che a tratti vorrei potermi confrontare con qualcuno che mi ami incondizionatamente, come un fratello, mi rendo conto che questa possibilità mi manca. Eccome. Esiste un momento nella vita in cui l’Io viene messo da parte a favore del “noi”.

Si prende consapevolezza del fatto che, oltre a noi, c’è tutto un mondo fuori. Che non puoi evitare o ignorare solo perché così ti porterebbe a fare il tuo istinto di conservazione. Ma col quale, tuo malgrado, devi interagire. E allora, ripeto, la coscienza ti induce a spostare lo sguardo qua e là, individuando altri individui che sono più fortunati di te. Solo perché quel fratello che tu ora brameresti, ce l’hanno. Magari ci litigano. Magari sono anni che non ci parlano. Magari si sono litigati per decenni un metro in più nella camera da letto, centimetri in più nell’armadio, l’ultima fetta di torta.

E se le sono suonate anche. Di santa ragione. Lanciandosi come frecce gli improperi peggiori che possono venirvi in mente. Ma poi, alla resa dei conti, al momento di alzare bandiera bianca sulle follie della giovinezza, quel fratello se lo sono ritrovato accanto. Un pò come quelle cose che dai per scontato, lì a prendere polvere. Che non guardi con attenzione da anni. Ma che quando, in un momento specifico, ti servono, improvvisamente ti ricordi di avere.

Oggi più che mai, giorno del tuo compleanno, di questo anniversario di vita breve che hai vissuto per volare subito ad occupare il posto che ti spettava di diritto tra gli angeli, penso a quanto sarebbe emozionante e caldo essere la “sorella di”. E a quanto magari saremmo uniti. Tanti auguri, Luigi, vola alto nel cielo.

Da Cortile a Cortile torna a Bra

Domenica 2 ottobre. Segnate in agenda questa data. Se non avete altri programmi in mente e volete trascorrere una giornata diversa dal solito, a Bra (CN) torna la manifestazione di successo Da Cortile a Cortile. Giunta ormai alla sua tredicesima edizione, questo evento che si tiene nella cittadina piemontese ogni anno è il modo ideale per scoprire questa meraviglia nel cuore del Piemonte, tra Langhe e Roero. Benché sulla sua reale appartenenza e collocazione territoriale le polemiche e le discussioni si sprechino…

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Copyright: Tino Gerbaldo

Comunque, divagazioni a parte che poco ci interessano, il primo weekend di Ottobre Bra, e soprattutto il suo centro storico, saranno protagonisti della manifestazione che raccoglie, ad ogni edizione, migliaia di visitatori da tutta Europa (e talvolta anche da oltre Oceano). A partire dalle ore 12, i cortili delle abitazioni private del centro (oltre 100) saranno eccezionalmente aperti per permettere ai visitatori di ammirare le bellezze architettoniche che caratterizzano la cittadina, gustando al medesimo tempo prodotti tipici, vini del territorio, prelibatezze proprie di questo gioiello piemontese. Se non avete mai sentito parlare della salsiccia di Bra o dei formaggi Bra tenero e Bra duro, allora siete out! Ma potreste esserlo ancora per poco, visto che Da Cortile a Cortile regala anche degustazioni di queste eccellenze, ma non solo: il menu a disposizione dei partecipanti, diviso in sette tappe, regalerà assaggi golosi di antipasti misti alla piemontese, bagn’ant oli, agnolotti al sugo, bollito misto alla  piemontese con salse, plateau di formaggi e miele, torta. E ancora, mostre, performance musicali, gruppi folcloristici, sfilate storiche, antichi mestieri…

La manifestazione sarà anche un’occasione unica per scoprire una cittadina dalla storia antichissima. Le prime tracce di insediamenti umani a Bra vengono, infatti, fatte risalire addirittura al neolitico. Ma i fasti più evidenti della sua storia si devono ai Romani che costruirono nel circondario di Bra l’insediamento di Pollentia (attuale Pollenzo). Tuttavia, la città crebbe e prosperò oltre misura soprattutto sotto i Savoia, che commissionarono molte delle meravigliose opere architettoniche che caratterizzano la cittadina piemontese.

Quindi, se il 2 ottobre deciderete di partire alla scoperta di Bra, oltre ad assaporare delizie gastronomiche e sorseggiare eccellenti vini della zona, ritagliatevi anche un pò di tempo per ammirare Palazzo Traversa (originariamente costruito nel XV secolo, che di antico oramai non ha quasi più nulla, ma che comunque merita un passaggio), la Chiesa di Santa Chiara (meraviglia dell’arte rococò a pianta quadrilobata), la Chiesa di Sant’Andrea (stile barocco, realizzata dietro progetto di Bernini) e la Zizzola, vero simbolo di Bra, che raccoglie la sua importante memoria storica e ne custodisce i suoi segreti. Solo per citarne alcuni!

Il costo della manifestazione è di 28 euro per gli adulti, 15 euro per i ragazzi sotto i 12 anni e, per i più piccolini (sotto i 4 anni d’età), gli ingressi sono gratuiti. E’ inoltre possibile abbinare alle degustazioni anche un simpatico viaggio in treno a vapore, per la gioia dei bambini, il cui costo complessivo è di 40 euro. La prenotazione è obbligatoria. Per ulteriori informazioni chiamare il numero 0172 430185 o scrivere a turismo@comune.bra.cn.it

Dove dormire: alla Cascina Monchiero, in località San Matteo (Bra), il soggiorno sarà reso ancora più piacevole per la vista meravigliosa e la tranquillità assoluta della zona, nonostante il raffinato e antico cascinale disti meno di un chilometro dal centro città. Costo a camera, a notte, 80 euro.

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Cascina Monchiero

Se invece preferite soggiornare in pieno centro città, l’Ombra della Collina mette a disposizione cinque camere, arredate con gusto raffinato e attenzione ai particolari, inserite in un contesto ottocentesco (anno di costruzione dell’edificio). Qui i bambini vengono ospitati gratuitamente. Costo della camera, a notte, da 78 euro.

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L’Ombra della Collina

Siti utili: Turismo in Bra Comune di Bra

 

 

 

 

 

 

#vergogna

Inutile dire “Non ci appartiene”. Ancor meno utile dire “Teniamo le distanze”. Di certo io non mi schiererò mai più a favore di alcuno senza aver prima fatto mille e una verifica. Forse anche di più. E aver ben ponderato le circostanze. Perché i gentili bastardi ignoranti di Charlie Hebdo, a questo punto, forse se la sono cercata. 

Non giustifico né mai giustificherò un attentato terroristico. Non discolperò mai alcun assassino. Tuttavia, la prossima volta che kamikaze o similare entrerà nella redazione di un “giornale” satirico (e in questo caso chiamarlo giornale è un insulto pesante ai colleghi di categoria) e faranno una strage, me ne dispiacerò, ma non mi autonomineró più #JesuisCharlie o #Jesuisvattelapesca.  

Il perché è evidente a tutti. L’infelice, schifosa, vergognosa vignetta pubblicata sul giornaletto francese è un insulto. Una meschina mancanza di umanità. Una volgare espressione di scarsissima intelligenza. Una merda, insomma. 

E no, caro Monsieur Pennac, non è nemmeno un diritto alle tanto professate libertà di espressione e stampa. Una libertà del genere, Monsieur Pennac, non va difesa. Va condannata. Va punita. Va sanzionata. Non si preoccupi, Monsieur Pennac, non imbraccerò un kalashnikov. Non ripulirò il mondo da gente così indegna. No. Non è compito mio. 

Quel che è certo è che non acquisterò mai più un suo libro, caro Monsieur Pennac. Né la elogerò o citerò tra i miei scrittori preferiti. Non plus. Vendere morte e distruzione è ciò che fanno i suoi amici di Charlie Hebdo. Scherzano su bambini uccisi dalle macerie. Ridono di anziani dilaniati da quintali di calcinacci. Celiano. Su vite, sogni, amori, famiglie spezzate. 

Forse noi italiani saremo anche solo pizza, pasta, mandolino e lasagne. (Se voi francesi aveste un minimo di cervello, nemmeno lo pensereste). Voi, invece, siete merde. E dovreste vergognarvi. E chiedervi, tra le due cose, cos’è meglio.