Che fatica essere mamma!

Il lavoro, la mente che DEVE essere sempre super-sul-pezzo, la corsa al treno che se lo perdi sono cavoli tuoi, l’arrivo a casa trafelata, tempo per giocare coccolare ascoltare le bambine, cena veloce tra una forchettata e una corsa in salotto a vedere chi piange e perché. E poi, dopo cena, quando pensi che finalmente riuscirai, sì ci riuscirai, a rilassarti un po’, ecco che le tue speranze vengono prontamente disattese.

3abc47f5c18da4f35c5886caeb6040e8Sì, perché da qualche mese a questa parte, Ludovica ha deciso che lei una nottata tutta di fila di buon sonno ristoratore non la vuole fare. Proprio NO! E allora via di sveglie notturne (solo la scorsa notte ne ho contate quattro), con pianti disperati, voglio il lettino, non voglio il lettino, voglio fare la nanna, non voglio fare la nanna. Ed io che, immancabilmente, seguo le sue richieste assurde cercando di placarla in qualche modo. Di capire cosa c’è dietro questo ritorno al passato.

Quel passato che speravo fosse oramai solo un lontano ricordo. E invece mi sbagliavo. Facciamo due passi avanti ed uno indietro. Conquistiamo delle piccole vette e ci ritroviamo, dopo mesi, al punto di partenza. Non so perché, ma so che è così. Ludovica è Ludovica, non la puoi paragonare con Veronica! Sì, ovvio, questo lo so bene. Ludovica è un po’ più lenta nel fare i progressi. Ludovica ha ancora moltissimo bisogno del contatto fisico. Di sapere che sei lì, vicino a lei. Ma di notte no. Non gliene importa niente. Di notte potresti anche stare abbarbicata a lei, stile koala, ma niente cambierebbe.

Chissà perché, mi chiedo. E poi il mattino (quando ho il privilegio di svegliarmi e vederla) mi guarda e dice “ho dormito proprio bene!“. E tu pensi che stia scherzando. Che dietro le mille acrobazie notturne, forse, non c’era lei, ma un suo clone. Le manine mi prendono la faccia e la nottambula mi dice “il mio tesoro!” e mi riempie di baci. Mi sciolgo in un attimo. Questo accade, però, il weekend, ché di settimana con la stanchezza di notti insonni una in fila all’altra non mi sciolgo più di tanto. Semmai mi addormenterei volentieri.

Che fatica essere mamma! E che fatica anche dirlo. Buongiorno e buoni sogni a tutti.

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