Torna VINUM, la Fiera Internazionale dei vini di Langhe, Roero e Monferrato

E’ un’esperienza eno-gastronomica da fare, almeno una volta nella vita. Vini d’eccellenza, prelibato street food e visita ad alcune delle più rinomate cantine del Piemonte, VINUM è una manifestazione tutta piemontese che ha raggiunto, ormai, la sua 41^ edizione. Oltre alle degustazioni di vini, alcuni chef selezionati, molti dei quali stellati, prepareranno delicatezze abbinate ai nettari che verranno serviti in occasione del tour eno-gastronomico. Dal 22 al 25 aprile e poi ancora dal 29 maggio al 1 giugno, oltre ai vini e agli aperitivi, si potrà partecipare a laboratori dedicati alla scoperta dei formaggi del territorio, con relativi assaggi, guidati da specialisti del settore e sommelier che racconteranno di formaggi freschi, erborinati, stagionati, sempre in abbinata con grandi produzioni del Piemonte.

palazzo-traversaOltre ai vini, la manifestazione darà spazio anche alla superba tradizione gastronomica del territorio con lo Street Food ëd Langa (di Langa, per i forestieri). Spazio quindi ai peperoni arrosto con acciughe e bagnetto verde, carne cruda di fassone piemontese battuta al coltello, tris di formaggi (Bra Dop, Raschera e Tuma) con cognà, Gigarele (vol au vent) con fonduta e tartufo nero, Crespella seirass e bolè (funghi) e tanto altro ancora.

VINUM, tuttavia, è anche un evento per i bambini. Tra le magiche colline di Langhe, Roero e Monferrato, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, i paesaggi vitivinicoli che sembrano ricamati ad arte vengono presentati ai più piccini tramite il gioco. Sono allestite, infatti, aree ludiche a tema “il gioco di legno“. Spazio dunque ai giocattoli realizzati artigianalmente, a KM 0, con i quali i bambini si divertiranno anche senza ricorrere a elettronica, smartphone o altri giochi di ultima generazione.

Per maggiori informazioni sull’evento, sui costi, sulle cantine coinvolte, visitare il sito ufficiale della manifestazione alla pagina www.vinumalba.com/2017/it.

Il carnet degustazione, se acquistato online, costa 17 € anziché 20 € e da diritto a un calice in vetro con la taschina porta bicchiere, 16 degustazioni di cui 6 Grandi Vini Rossi delle Langhe (Barolo DOCG, Barbaresco DOCG, Roero DOCG e Roero Arneis DOCG, Dolcetto, Vini del Monferrato, Vini delle Langhe, Brachetto d’Acqui DOCG, Gavi DOCG, Asti Spumante, Moscato DOCG, Grappa e Vini dell’Associazione Cantine di Alba), buono sconto di 2 € sull’aperitivo con l’Alta Langa DOCG Metodo Classico, ingresso 2×1 al WIMU (Wine Museum di Barolo), ingresso 2×1 al Museo dei Cavatappi di Barolo, ingresso 2×1 al Museo delle Langhe di Grinzane Cavour (Sito UNESCO), ingresso 2×1 al museo civico archeologico e di scienze naturali F. Eusebio di Alba.

Già che ci siete, infine, non mancate di visitare la splendida cittadina di Bra, a pochi chilometri da Alba. Tra tutte le attività che potrete fare, vi suggerisco di prenotare la passeggiata medievale, alla scoperta delle antiche mura che raccontano la storia di come era, nel XIV secolo, la città. Guidati dal professor Adalberto Bianchi, storico e presidente dell’associazione “Amici dei musei”, potrete avventurarvi nella parte alta di Bra, lasciandovi affascinare dal racconto storico su come si svolgeva, qui, la vita di un tempo, dov’erano le porte antiche della città, ammirando il castello e altri punti di interesse architettonico. La visita si svolgerà il 22 aprile, alle ore 15, ed è necessaria la prenotazione. Per informazioni e per prenotare, contattare il museo Craveri al numero 0172 412010 o inviare una mail a craveri@comune.bra.cn.it

Per scoprire l’offerta turistica di Bra visitare il sito www.turismoinbra.it

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Riapre Borgo Santo Pietro, esclusivo boutique hotel toscano

Segnatevi la data: 4 maggio. Il prezioso boutique hotel a cinque stelle Borgo Santo Pietro riapre per la stagione turistica con una tenuta ancora più grande, ecologicamente certificata. Dai 100 ettari dello scorso anno, ora gli ospiti potranno godere di uno spazio raddoppiato. I lavori di ampliamento comprendono una fattoria con 300 pecore e artigiani che producono formaggi tipici sul posto e vanno a rafforzare ulteriormente la filosofia del ristorante Meo Modo, 1 stella Michelin, “dalla fattoria al piatto”. Lo chef, infatti, propone opere d’arte culinaria a KM zero, collaborando direttamente con i contadini della fattoria. Oltre a ciò, Borgo Santo Pietro riapre i battenti con un nuovo, rinnovato Treehouse Bar e Trattoria che serve piatti della tradizione toscana usando gli stessi ingredienti proposti presso il ristorante stellato, oltre che basi imprescindibili della famosa e apprezzata scuola di cucina della tenuta.

giardin_de_fiori_003_1.jpg__530x380_q85_crop-True_upscale-TrueIl Borgo, che nel Medioevo era un luogo di cura per i pellegrini, continua oggi la sua missione di eremo di pace, garantendo agli ospiti un soggiorno rilassante e lontano dalla frenesia quotidiana, vero e proprio tempio di benessere, soprattutto interiore. Con 13 acri di giardino, percorsi tra la foresta e lungo il fiume Merse, i visitatori avranno l’opportunità unica di immergersi letteralmente nella natura. Per gli amanti del relax, inoltre, la spa del Borgo propone trattamenti olistici a base di erbe fresche appena colte, utilizzate internamente per produrre creme e oli. Uno dei massaggi più famosi del Relais è il “Premio della Natura” che consiste in scrub completo fatto con sale marino, rosmarino e basilico, massaggio completo con olio di Argan, prodotto internamente alla tenuta e, per finire, massaggio al viso e maschera a base di miele e lavanda. 120 minuti di relax, al costo di 270 €. A corollario dell’offerta esclusiva del Borgo, gli ospiti avranno anche l’opportunità di partecipare attivamente alla vita quotidiana del posto, visitando la fattoria e partecipando a tour a tema natura.

Sito nel cuore della Toscana, il Relais Borgo Santo Pietro mixa alla perfezioni i concetti di lussuoso boutique hotel a cinque stelle alla filosofia “dalla fattoria al piatto”; con 16 camere e suite arredate in stili diversi, il Relais è un’oasi di pace ed esclusività, immerso in un panorama che riporta indietro nel tempo, al XIII° secolo.

Unica nota dolente, il prezzo. La junior suite costa, a notte in occupazione doppia, a partire da 750 €. Un lusso non per tutti.

La costa del Kenya, parte prima

Se avete progettato una vacanza al caldo, o se state cominciando a fantasticare su dove trascorrere le prossime ferie, vi consiglio di prendere in considerazione il Kenya. Oltre ai safari, una scelta ideale per le famiglie che viaggiano con i bambini è la costa, in località quali Malindi o Watamu. Mare cristallino, spiagge di sabbia bianchissima, graziose palme che svettano sull’arenile promettono frescura e ombra nel caldo africano. E poi, per rompere la quotidianità della vita da resort, potete prenotare escursioni in barca di mezza giornata o per un giorno intero, e partire alla scoperta della barriera corallina, della intensa e variopinta vita sott’acqua o semplicemente ammirare il meraviglioso mondo delle mangrovie, nel Mida Creek.

Perché scegliere Malindi.

dsc03267Le strutture di Malindi che si affacciano sull’Oceano Indiano sono ideali per una vacanza all’insegna del relax, dell’ottima gastronomia e del relax coi piedi nell’acqua. Malindi, poi, è una cittadina africana che merita di essere visitata. Dimenticate le città costiere che avete in mente: qui la terra rossa del Kenya imperversa ovunque, insinuandosi prepotentemente anche sulle carreggiate delle strade. Le vie brulicano di auto, moto, biciclette, carri trainati da animali e tante, tantissime bancarelle ricolme di qualsiasi cosa possiate desiderare. Da frutta e verdure freschissime, a pentole e oggetti per cucinare, da vestiti e kikoi, a tessuti e spezie. Il profumo che pervade la città è un misto di polvere, caldo, aromi vari. I sorrisi che si aprono sui volti dei keniani illuminano i pomeriggi assolati e rinfrescano l’atmosfera. Il centro storico, infine, è un dedalo di viuzze strette e impolverate dove la vita scorre lenta, il tempo non è che una mera invenzione e gli edifici hanno il sapore antico del colonialismo britannico, oramai sostituito dalla presenza italiana.

Perché scegliere Watamu.

dsc03325Watamu, per contro, è poco più che un villaggio, ma ricco di fascino. Più sincera di Malindi, e molto, molto più africana, la cittadina di Watamu si snoda lungo una strada percorsa a destra e a sinistra da bancarelle e negozietti coloratissimi. Agli angoli delle strade gruppi di ragazzotti keniani stanno sdraiati sulle loro moto rombanti osservando le auto che passano e raccontandosi chissà quali imprese. Nei pressi dei negozietti e delle bancarelle on the road si assembrano giovani, anziani, donne velate, donne che indossano abiti sgargianti, bambini sorridenti ed iperattivi, mucche e caprette. Nei vicoli sorgono inaspettati centri bellezza, parrucchieri, negozi di telefonia ed informatica. Qua e là, inoltre, si possono scorgere le “charging station”, ovvero dei pali della luce dotati di più prese nei quali si possono ricaricare i cellulari. Perché non tutti, nelle loro abitazioni, dispongono di elettricità. Ma il cellulare rimane uno status symbol imprescindibile.

Dove dormire

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Copyright R.Patti

Se sceglierete di vivere Malindi, vi consiglio caldamente di prenotare il vostro soggiorno presso il Sandies Tropical Village. Le camere sono ampie e confortevoli, il mare su cui si affaccia è una tavolozza di tutte le sfumature di azzurro, verde e blu, la proposta gastronomica è ottima e diversificata, il personale è gentile e premuroso. La chicca in più: la sua Spa, la Mvua African Rain SPA, sarà il buen retiro di mamme e papà che desidereranno rilassarsi per qualche ora (i bambini potranno essere accuditi da tate esperte, a vostra disposizione). La terapista che effettua i massaggi, ve lo posso assicurare, ha le mani d’oro ed è così brava e qualificata che vi sembrerà di essere approdati in paradiso.

 

 

Se, invece, preferite la meno chiassosa Watamu (si fa per dire, eh!), allora la scelta non può che essere la seguente.

garoda-beach-panoramica_ridimensionataIl Garoda Beach Resort è un vero e proprio gioiello e la sua spiaggia è la più bella della costa. Le casette sparse in mezzo alla natura, profumate di fiori e di Africa, assicurano privacy e relax, grazie alle camere meravigliosamente arredate. Le proposte gastronomiche sapranno soddisfare anche i palati più esigenti e il direttore della struttura, Guido, renderà il vostro soggiorno ancora più confortevole grazie alla sua innata simpatia, all’arguzia e ad un pizzico di magia che scaturisce ogni qual volta vi allieterà con il racconto di una delle sue esperienze in Kenya.

Per maggiori informazioni e per essere sempre aggiornati sulle offerte in corso, visitate il sito ufficiale del Kenya Tourism Board alla pagina www.magicalkenya.com/it

 

Tsavo Est: dove dormire, cosa non perdere e alcuni consigli utili

Sulle bellezze naturali e animali del Parco Nazionale dello Tsavo Est ho già raccontato nel mio ultimo post, consultabile a questa pagina. Ora voglio darvi dei suggerimenti utili su dove dormire e cosa non potete assolutamente perdervi se vi capiterà di visitare questo meraviglioso parco naturale.

Le soluzioni si dividono sostanzialmente in due categorie: i campi tendati esterni al Parco e quelli che invece si trovano all’interno della riserva naturale. Tenete conto che, nel momento in cui doveste scegliere di pernottare all’esterno del parco, la sveglia al mattino per il game drive sarà chiaramente anticipata rispetto a chi invece decide di dormire all’interno.

All’esterno del Parco

Doa Doa Camp: accoccolato sulle rive del fiume Galana, il Doa Doa Camp è un campo tendato perfetto per ammirare la natura selvaggia in tutto il suo splendore. 18 tende arredate in perfetto stile safari accolgono i turisti desiderosi di vivere un’emozione unica. Con la sua piscina e la jacuzzi vista fiume, poi, il campo regala momenti di relax dopo un’intensa mattinata dedicata al game drive. Ma la vera magia, ve lo assicuro, si vive di notte: al calar del sole, infatti, ci si raccoglie intorno ad un falò per ascoltare le storie della savana raccontate dai guerrieri Masai che lavorano presso il campo. Al rientro nella vostra tenda, inoltre, tutta la potenza della natura sarà ancora più evidente: gli sbuffi prolungati degli ippopotami che abitano il fiume Galana, il ruggito dei leoni, il fruscio degli impala e delle altre creature che, di notte, gettano via la maschera della timidezza ed entrano sfrontati nel campo. Quello stesso campo che, di giorno, rifuggono. Vi capiterà di provare timore, al calar del sole. Un timore che, lasciatemelo dire, è totalmente ingiustificato. Finché rimarrete all’interno della vostra tenda e seguirete scrupolosamente le indicazioni dello staff, non dovrete temere alcunché.

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Tende al Doa Doa Camp

All’interno del Parco

Satao Camp Tsavo East: parte della Collezione Out of Africa (La Mia Africa), il campo tendato Satao Camp è un gioiello incastonato nella savana sconfinata del Parco Tsavo Est. Le sue 20 tende, dal classico sapore d’altri tempi, la pozza d’acqua alla quale si abbeverano elefanti, gazzelle, gerenuk, facoceri e tanti altri animali, la cucina squisita e l’ineccepibile servizio lo rendono, a tutti gli effetti, uno degli indirizzi più esclusivi e prestigiosi del Parco. Svegliarsi al mattino, sedersi sulla propria veranda e, tazza di caffè a portata di mano, ammirare i branchi di elefanti che si abbeverano a poche centinaia di metri dalla tenda, è un’emozione che non ha prezzo. Anche qui, come per il Doa Doa Camp, valgono le medesime raccomandazioni: una volta tornati nella tenda, dopo la cena, non uscite. Nonostante il servizio di sicurezza vigili attentamente per tutta la notte, ci si trova pur sempre in mezzo alla natura selvaggia. Gli animali, di notte, circolano liberamente e, sebbene non entrino nelle tende (è impossibile), tuttavia vi si avvicinano parecchio.

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Avvistamenti dalle tende del Satao Camp

Cosa non dovete assolutamente perdere

Game drive a parte, che ovviamente sono il core-business di un viaggio in Kenya, prendete anche parte ad un sundowner nella savana! Immaginate di sorseggiare un cocktail nella savana infinita, silenzio intorno a voi, magari un falò acceso intorno al quale sedervi e il sole che, piano piano, si abbassa all’orizzonte, colorando la natura di giallo, rosso fuoco, rosa. Le stelle che ammantano il nero del cielo e la luna che brilla di una luce sfavillante, illuminando il panorama intorno. L’aperitivo al tramonto ha un che di magico, assolutamente da non perdere.

Infine, non mancate di includere una visita alle Lugard Falls, una serie di rapide che scorrono in mezzo alle rocce, suonando una melodia potente. Là dove il fiume Galana si inserisce prepotente tra le rocce, la savana si colora di marrone, rosso, ocra e i coccodrilli qui stabiliscono la loro dimora.

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Ammirando le Lugard Falls

Consigli utili

Fare un safari in Kenya è un’esperienza unica ed indimenticabile, ma va fatta rigorosamente con guide esperte che sanno cosa fare, in qualsiasi caso. Qui, il turismo fai da te è altamente sconsigliato. Non tanto per una questione di sicurezza (certo, avvicinarsi troppo ad un branco di elefanti può essere molto pericoloso), quanto piuttosto perché, grazie al know-how acquisito nel corso degli anni, le guide del Parco sanno dove è più probabile trovare gli animali. Ma non solo. Tramite i collegamenti via radio con i ranger, dispongono di informazioni aggiornate in tempo reale e possono, così, dirigersi sui luoghi di avvistamento sicuri. Girare con una jeep all’interno del Parco, senza sapere dove andare e come muoversi è senza alcun dubbio una perdita di tempo.

 

 

 

 

 

Appassionati del vintage? Ecco un appuntamento che non potete perdere

Alzi la mano chi, di fronte ad un abito anni ’30, ad un paio di pantaloni a zampa, ad una Giardinetta o ad una locandina di vecchi film, tipo La Dolce Vita, non ha chiuso per un attimo gli occhi, tornando indietro nel tempo. Un tempo che, anche se non si è vissuto di persona, ha comunque un che di leggendario da ricordare con nostalgia.

A me, per esempio, capita con i quadri di abiti d’epoca di fine ‘800. Ma non solo.

alitaliaQuindi, se anche per voi è così, o se semplicemente siete curiosi, vi segnalo un appuntamento con il vintage che non potete perdere. Giovedì prossimo (27 ottobre), le famose Swann Auction Galleries metteranno all’asta rarissimi ed importanti poster vintage sul turismo e sul viaggio. L’asta si terrà su eBay, in tempo reale, permettendo così agli utenti attivi che usano abitualmente la piattaforma, ma anche ai semplici curiosi (me compresa), di poter tentare di aggiudicarsi uno o più di questi meravigliosi poster di viaggio. La maggior parte di essi risale alla metà del 1900 e racconta campagne pubblicitarie o presentazioni impattanti su destinazioni come l’India, la Russia, la Francia, l’America e anche, in minima parte, l’Italia. L’orario di inizio dell’asta (ora italiana) è alle 7.30.

Tra i pezzi più pregiati ci saranno un poster della Pan Am che sponsorizza la possibilità di raggiungere isole tropicali sconosciute a bordo di un Boeing 314 Flying Clipper, una locandina dell’Air France che presenta il network di collegamenti della compagnia aerea, un’immagine pubblicitaria elaborata da Emil Cardinaux per il famoso Palace Hotel di St. Moritz, una locandina dell’Alitalia e un poster di promozione della campagna “viaggi in treno” che propone la Quinta Strada di New York.

Se volete partecipare all’asta o anche semplicemente dare un’occhiata, lo potete fare cliccando qui. Certo, i prezzi non sono esattamente modici, ma alcuni dei poster in vendita sono dei veri capolavori ed è un pò come portarsi a casa un pezzo di storia del turismo, a livello mondiale.

Le Gallerie d’Asta Swann furono fondate nel 1941 come attività principalmente specializzata nelle vendite ad incanto di libri rari e antichi. Oggi è la casa d’aste specializzata in opere su carta più grande di tutto il mondo. Le vendite condotte dalla Swann ogni anno sono circa 40 e riguardano prodotti come i libri, gli autografi (come quello di Roosevelt o di Reagan), le mappe e gli atlanti, le fotografie e i libri fotografici, dipinti e disegni (con opere di Pisarro, per esempio), poster vintage, belle arti afro-americane e articoli di arte illustrata (come copertine vintage di Vogue o Harper’s Bazaar).

L’appuntamento con la storia, dunque, è giovedì 27 ottobre, dalle 7.30, su eBay.

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Il mare. D’autunno

Ero già stata a La Francesca, almeno virtualmente. Avevo guardato e riguardato il sito, scrutato ogni angolo, ammirato ogni panorama. E sognato, prima o poi, di andarci di persona. Così, la prima volta che ricevetti l’invito per un weekend rimasi entusiasta. Ma la felicità durò poco, visto che altri impegni non mi permisero di andarci. Oggi, invece, posso dirmi finalmente soddisfatta. Il villaggio La Francesca è un complesso a picco sul mare. 55 soluzioni tra villette ed appartamenti, immersi in 15 ettari di parco naturale. Qui, l’unico rumore che si percepisce, è quello delle onde del mare che si infrangono sulle scogliere sottostanti. Né auto né altri suoni fastidiosi rovinano una vacanza a contatto con la natura. Vi assicuro, a La Francesca, il naufragar vi sarà dolce nelle sue acque.

E’ la soluzione ideale per le famiglie con i bambini: nessun pericolo, ampi spazi verdi, parco giochi attrezzato e ampio, un ristorante, il Rosadimare,  che brilla per un’offerta gastronomica eccellente, dai sapori semplici e tradizionali della cucina ligure, con un occhio di riguardo in più per i piccoli ospiti. La prima cena l’abbiamo prenotata proprio lì. Al nostro arrivo, un giovane cameriere molto premuroso, ci ha fatti accomodare al nostro tavolo e, subito dopo, è arrivato con album da disegno e tanti pastelli colorati per le Gem. “Così non si annoiano”, ha detto, con un sorriso. E ho subito apprezzato questo piccolo pensiero gentile, che mostra come il ristorante, ma il complesso nella sua totalità, siano abituati ad ospitare bambini e a considerarli degli ospiti a tutti gli effetti, non delle seccature. Se deciderete di farvi una vacanza qui, e ve lo consiglio caldamente, ricordatevi di prenotare la grigliata mista di pesce, l’antipasto caldo e le verdure di stagione saltate. Tutte cose semplici, non troppo elaborate, ma dal gusto ricco e delizioso, tipico dei piatti preparati con cura. E il pesce, vi assicuro, sa proprio di pesce! E, se preferite mangiare in casa, ma non avete voglia di cucinare, non c’è alcun problema: basta prenotare i vostri piatti preferiti tramite il servizio take away proposto dal ristorante. La prenotazione, però, va effettuata prima delle 17.

Sul tipo di sistemazione, inutile dirlo, vi suggerisco di prenotare una villetta: l’ingresso riservato, l’ampio ed accogliente soggiorno, con caminetto a vista, la camera da letto luminosa, ma soprattutto il terrazzo a strapiombo sul mare, renderanno il vostro soggiorno ancora più piacevole. Mentre scrivo queste righe, alzo la testa. E il panorama che mi tiene compagnia è questo.

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Ma c’è molto altro da scoprire nel villaggio: il baretto, che serve squisite colazioni, il campo da mini-golf, il campo da tennis, il mini-market, se desiderate estraniarvi completamente dal mondo fuori. E la spiaggia privata. Un’oasi di pace, esclusivamente riservata agli ospiti, cui si accede percorrendo un sentiero che si butta a capofitto verso i flutti dorati. Il mare non è caldissimo, in questo periodo, ma vuoi mettere la bellezza di passeggiare a piedi nudi sulla sabbia, invece di trascorrere una solita domenica in casa?

Inoltre, nei pressi del villaggio si possono scoprire paesini arroccati sulle montagne o piccoli centri come Bonassola e Levanto. La prima è un piccolo gioiello di dimensioni contenute, con una chiesa che svetta sul piccolo borgo di pescatori. Levanto, per contro, è una cittadina un pochino più grande, con tanti negozietti che propongono prodotti tipici del territorio, dal pesto alla focaccia, dalla farinata alla trippa alla Ligure. Un paradiso per gli amanti della buona cucina. E i prezzi, ve lo assicuro, sono abbastanza contenuti.

Per maggiori informazioni e per prenotare il vostro soggiorno a La Francesca, potete inviare la richiesta tramite un comodo modulo compilabile online cliccando qui.

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Gioielli dell’architettura ligure a Levanto

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Ammirare il mare e respirare l’aria pura sulla spiaggia di Levanto

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Panorama dall’alto della spiaggia di Bonassola

 

#destinazionemarche: tartufi e enogastronomia

Il tartufo è una delle leccornie che preferisco, in assoluto. Non solo per il profumo intenso (che adoro), né solo per il sapore forte e particolare, unico nel suo genere. Lo preferisco (anche) perché è una meravigliosa eccezione alla regola. Non proprio qualcosa che si possa gustare tutti i giorni. Ottobre, si sa, è il mese dedicato al questo principe della tavola. Molte sono le manifestazioni e le fiere che si tengono in Italia. Prima tra tutte, la Fiera Internazionale del Tartufo di Alba, di cui ho già parlato l’anno scorso (rinfrescati la memoria cliccando qui). Quest’anno, anziché parlare della manifestazione che si tiene nella mia Terra, voglio invece raccontarvi degli appuntamenti che si tengono nelle Marche.

Dal 2 al 9 settembre e poi il 16 settembre come data unica, si tiene a Pergola, ameno comune in provincia di Pesaro Urbino, abbracciato da dolci colline e boschi verdi, la 21^ edizione della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato. La manifestazione racconta non solo emozioni gustative, ma anche arte, storia, profumi e gusti della città dei Bronzi dorati. Non solo, quindi, un focus sul pregiato tubero, ma anche un tuffo tra le specialità eno-gastronomiche di questa terra.

sanangeloinvadoA Sant’Angelo in Vado, invece, dall’8 al 30 ottobre si terrà la 53^ edizione della Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche. Eccellenza con eccellenza vanno a braccetto: un re (il tartufo) che incontra un altro monarca, un meraviglioso borgo medievale affacciato su un fiume che scorre impetuoso a poca distanza dalle splendide case in pietra. L’edizione di quest’anno è completamente rinnovata: non solo gastronomia pura, ma anche stand con prodotti di artigianato locale, hobbisti, spazi dedicati ai bambini, visite ai musei, laboratori didattici e tanto altro ancora. Un evento, insomma, in cui il gusto viene declinato in più aspetti. La manifestazione si concluderà con la consegna del prestigioso premio “Tartufo d’Oro”, occasione che richiama ogni anno personalità e personaggi dello spettacolo e dello show business.

Ad Acqualagna (paese natale di Enrico Mattei), inoltre, ci si aspetta un’ottima partecipazione di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero per la 51^ edizione della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco. La piazza principale del paesino ospiterà il Palatartufo, un imponente spazio di accoglienza che ospita, ad ogni edizione, oltre 200.000 appassionati di tartufo. Tra bancarelle e stand in cui si potranno acquistare tartufi freschi i visitatori avranno l’opportunità anche di godere di panorami naturali di rara bellezza e ricchezza. 30-31 ottobre e 1-5-6-12-13 novembre.

Nel comune di Apecchio, in aggiunta alla summenzionate manifestazioni, si tiene la mostra più longeva della Regione Marche a tema tartufo: da ben 34 anni, infatti, questo antico borgo dal passato illustre (qui sono stati ritrovati resti di insediamenti celti, etruschi e romani, tra gli altri) ospita la Mostra Mercato del Tartufo e dei Prodotti del Bosco – Alogastronomia. Fino al 2 ottobre la manifestazione permetterà ai visitatori di provare l’abbinamento esclusivo di tartufo e birre locali. Oltre ad altri eventi tra cui show cooking, trekking, mostre d’arte, spettacoli. 

Infine, spostandosi in provincia di Fermo, comune di Amandola, merita una menzione la manifestazione giunta ormai alla sua 20^ edizione Diamanti a Tavola. Mostra sul tartufo bianco pregiato e occasione per scoprire i prodotti tipici dei Monti Sibillini, in occasione della manifestazione il centro storico di Amandola si animerà con punti di ristoro, stand gastronomici, aree di degustazione, laboratori per bambini, concerti ed escursioni guidate alla ricerca del tartufo.

Difficile scegliere tra tutte queste proposte, ma giusto per darvi un suggerimento, io sceglierei Sant’Angelo in Vado e prenoterei a Palazzo Santinelli, B&B nel centro storico del paese all’interno di un palazzo del Cinquecento, che ospitò Garibaldi ed Anita durante la loro fuga. I prezzi della camera matrimoniale, a notte, partono da 70 €.

Per maggiori informazioni visitare il sito turismo.marche.it

 

 

Un dolce autunno a Gozo (Malta)

Benché Malta sia più conosciuta (e frequentata) di Gozo, l’isola del miele e dell’amore, dimora della Ninfa Calipso, è un’oasi di pace e tranquillità che vi ruberà il cuore. Immaginate di approdare in un luogo lontano dal tempo e dalla frenesia della vita quotidiana, dove il verde dei campi è punteggiato qua e là da pietre, casette, farmhouse. Sospesa tra blu cristallo e azzurro del cielo, Gozo è la scelta perfetta per una vacanza autunnale dolce e rilassante.

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Finestra Azzurra di Dwejra @copyright Viewingmalta.com

Qui sull’isola i ritmi rallentano, l’aria profuma di natura, mare e pane appena sfornato, la gente accoglie i visitatori come se fossero dei cari amici che non vedono da tempo. Se vi piace passeggiare, sono molti i percorsi di trekking che si possono seguire a Gozo: perdersi tra stradine dal sapore antico, innamorarsi di panorami mozzafiato, trovare ristoro nei piccoli ed accoglienti bar di paese, per poi proseguire alla ricerca di siti archeologici e chiese rurali. Ma Gozo può anche essere esplorata in bici: la quasi totale assenza di traffico permette di percorrerla su due ruote in totale sicurezza. E, tra una pedalata e l’altra, non mancate di fermarvi a Ġgantija, il più antico tempio autoportante al mondo, Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. Una meraviglia che deve essere visitata, almeno una volta nella vita.

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Vista dall’alto dei Templi di Ggantija @copyright Viewingmalta.com

Dopo, dirigetevi verso ovest, alla volta di Dwejra e del suo Mare Interno e della Finestra Azzurra. Qui non potrete rimanere che a bocca aperta davanti alla forza incredibile della natura: un imponente arco naturale scavato dal vento e dagli agenti atmosferici, che hanno creato un accesso alternativo al mare cristallino.

 

 

Proseguite poi alla scoperta del lato bucolico e antico di Gozo, facendo sosta nei villaggi di pescatori di Marsalforn e Xlendi. Il primo è un porticciolo ricco di ristoranti e localini disposti a bordo mare. Ideali per assaggiare succulenti piatti di pesce freschissimo. Xlendi, per contro, è un pittoresco centro di pescatori a sud-ovest dell’isola di Gozo, estremamente raccolto e dall’atmosfera indiscutibilmente romantica, guardato a vista da una torre di avvistamento risalente al XVII secolo. Anche qui, l’offerta gastronomica proposta dai ristorantini propone piatti a base di pescato del giorno.

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Xlendi Bay @copyright Viewingmalta.com

Nonostante sia meno trafficata di Malta, Gozo ha comunque un vivace calendario degli eventi. Se vi trovate a soggiornarvi in ottobre, vi suggerisco di fare un salto al Mediterranea Festival, in programma dal 27 ottobre all’11 novembre. Questo evento è una celebrazione della cultura, della mitologia e dell’indiscusso charme dell’isola di Calipso. Gozo è una Signora da oltre 7.000 anni. E anche se alle signore l’età non si chiede, per l’isola possiamo dire che i millenni, anche se ci sono, sono portati splendidamente. Gli eventi che sono organizzati in occasione del Festival raccontano di questo passato glorioso, dalla musica all’archeologia, dalla storia al folclore alla gastronomia.

Per un soggiorno chic, ma dai costi contenuti, il Tour Operator Concierge Goingozo propone un romantico soggiorno presso il Tatum, B&B di alto livello, ricavato all’interno di una elegante e raffinata farmhouse di Nadur, uno dei villaggi più bucolici di tutta l’isola. Sebbene sia definitivo B&B, non fatevi però fuorviare dal nome: Tatum è una masseria che dispone di salone, zona relax che si affaccia sulla piscina esterna privata, zona pranzo, grande cucina, 4 camere da letto, tutte con bagno privato e una suite con vasca idromassaggio, wi-fi e tanto altro ancora. Il costo della farmhouse, a notte, parte da 100 €.

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Per maggiori informazioni sull’isola di Gozo, visitare i siti www.visitmalta.it e Island of Gozo.org

Da Cortile a Cortile torna a Bra

Domenica 2 ottobre. Segnate in agenda questa data. Se non avete altri programmi in mente e volete trascorrere una giornata diversa dal solito, a Bra (CN) torna la manifestazione di successo Da Cortile a Cortile. Giunta ormai alla sua tredicesima edizione, questo evento che si tiene nella cittadina piemontese ogni anno è il modo ideale per scoprire questa meraviglia nel cuore del Piemonte, tra Langhe e Roero. Benché sulla sua reale appartenenza e collocazione territoriale le polemiche e le discussioni si sprechino…

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Copyright: Tino Gerbaldo

Comunque, divagazioni a parte che poco ci interessano, il primo weekend di Ottobre Bra, e soprattutto il suo centro storico, saranno protagonisti della manifestazione che raccoglie, ad ogni edizione, migliaia di visitatori da tutta Europa (e talvolta anche da oltre Oceano). A partire dalle ore 12, i cortili delle abitazioni private del centro (oltre 100) saranno eccezionalmente aperti per permettere ai visitatori di ammirare le bellezze architettoniche che caratterizzano la cittadina, gustando al medesimo tempo prodotti tipici, vini del territorio, prelibatezze proprie di questo gioiello piemontese. Se non avete mai sentito parlare della salsiccia di Bra o dei formaggi Bra tenero e Bra duro, allora siete out! Ma potreste esserlo ancora per poco, visto che Da Cortile a Cortile regala anche degustazioni di queste eccellenze, ma non solo: il menu a disposizione dei partecipanti, diviso in sette tappe, regalerà assaggi golosi di antipasti misti alla piemontese, bagn’ant oli, agnolotti al sugo, bollito misto alla  piemontese con salse, plateau di formaggi e miele, torta. E ancora, mostre, performance musicali, gruppi folcloristici, sfilate storiche, antichi mestieri…

La manifestazione sarà anche un’occasione unica per scoprire una cittadina dalla storia antichissima. Le prime tracce di insediamenti umani a Bra vengono, infatti, fatte risalire addirittura al neolitico. Ma i fasti più evidenti della sua storia si devono ai Romani che costruirono nel circondario di Bra l’insediamento di Pollentia (attuale Pollenzo). Tuttavia, la città crebbe e prosperò oltre misura soprattutto sotto i Savoia, che commissionarono molte delle meravigliose opere architettoniche che caratterizzano la cittadina piemontese.

Quindi, se il 2 ottobre deciderete di partire alla scoperta di Bra, oltre ad assaporare delizie gastronomiche e sorseggiare eccellenti vini della zona, ritagliatevi anche un pò di tempo per ammirare Palazzo Traversa (originariamente costruito nel XV secolo, che di antico oramai non ha quasi più nulla, ma che comunque merita un passaggio), la Chiesa di Santa Chiara (meraviglia dell’arte rococò a pianta quadrilobata), la Chiesa di Sant’Andrea (stile barocco, realizzata dietro progetto di Bernini) e la Zizzola, vero simbolo di Bra, che raccoglie la sua importante memoria storica e ne custodisce i suoi segreti. Solo per citarne alcuni!

Il costo della manifestazione è di 28 euro per gli adulti, 15 euro per i ragazzi sotto i 12 anni e, per i più piccolini (sotto i 4 anni d’età), gli ingressi sono gratuiti. E’ inoltre possibile abbinare alle degustazioni anche un simpatico viaggio in treno a vapore, per la gioia dei bambini, il cui costo complessivo è di 40 euro. La prenotazione è obbligatoria. Per ulteriori informazioni chiamare il numero 0172 430185 o scrivere a turismo@comune.bra.cn.it

Dove dormire: alla Cascina Monchiero, in località San Matteo (Bra), il soggiorno sarà reso ancora più piacevole per la vista meravigliosa e la tranquillità assoluta della zona, nonostante il raffinato e antico cascinale disti meno di un chilometro dal centro città. Costo a camera, a notte, 80 euro.

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Cascina Monchiero

Se invece preferite soggiornare in pieno centro città, l’Ombra della Collina mette a disposizione cinque camere, arredate con gusto raffinato e attenzione ai particolari, inserite in un contesto ottocentesco (anno di costruzione dell’edificio). Qui i bambini vengono ospitati gratuitamente. Costo della camera, a notte, da 78 euro.

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L’Ombra della Collina

Siti utili: Turismo in Bra Comune di Bra

 

 

 

 

 

 

A Menton il rimbombo di Nizza

Siamo arrivati ieri. Macchina stracarica, siluro sopra il tetto contenente di tutto un pò, dal passeggino alle sedie da agganciare al tavolo, dai lettini da campeggio ai materassini, dai vasini per imparare a fare pipì “come i grandi” a quintalate di pannoloni, che se per caso non ce la fanno, meglio essere premuniti dell’occorrente. Nel bagagliaio quattro valigie stile profughi in viaggio verso l’America, che nemmeno Lady Gaga in tournée ne ha così tante e stracolme. Il viaggio fila liscio, niente traffico diverso nel suo genere da ogni, ordinario, martedì. Nemmeno alla frontiera c’è il tanto temuto blocco delle auto. Gli immigrati li hanno bloccati altrove, o forse semplicemente non si vedono.

MentonSospel, Garavan, Casinò Barriere, ed eccoci arrivati sotto casa. Giro per i parchetti tanto amati, dal Giardino degli Stati Uniti, all’enorme piazza fiorita fronte casinò, alla rue pietonne, verso la giostra. Giretto di riscaldamento, urla da scuoiamento in corso per scendere, occhiate misto curioso compatito divertito indifferente delle persone intorno a me, che anche se mi vedono trafficare usando tutto ciò che è in mio potere, dalle braccia, alle gambe, ai denti, non mi vengono in soccorso. No, preferiscono farsi i fatti loro e, forse, godersi lo spettacolo. Il ritorno a casa e un pò come un viaggio a occhi chiusi: anche se non potessi vedere, saprei esattamente dove scansare una piastrella scheggiata, dove evitare il banchetto dei gelati che si pagano a peso d’oro, dove sedermi, nel caso fossi stanca. Dopo tanti anni, Menton è davvero un pò una seconda casa.

Dopo cena, quando finalmente riesco a far dormire le piccole iene sovraeccitate, io e Andrea scendiamo a rilassarci un pò. Come quasi sempre, scendo prima e lo aspetto giù (mentre lui finisce di prepararsi, che persino Moira Orfei con tutto il suo trucco a impalcatura ci avrebbe messo meno), per gustarmi i profumi noti, per scoprirne di nuovi, per scorgere qualcuno che conosco, per sbirciare le vetrine dei miei negozi preferiti. Un momento, come al solito, che è solo mio. Solitudine e pace, per 15 minuti. Ma c’è qualcosa che stona. Fatta eccezione per il numero dei passanti, che negli ultimi anni è andato diminuendo gradualmente, vuoi per la crisi, vuoi per i costi e le preferenze, quest’anno c’è, appunto, una nota stonata. Tutta la città è piantonata da militari in tuta mimetica, con i mitra spianati, pronti all’uso. A Milano li vedo tutti i giorni, non sono una novità. Ma qui, a Menton, il luogo di vacanza più tranquillo che abbia mai vissuto, la loro vista mi suona come uno sparo. Anzi, sei. Sei colpi di pistola, uno dietro l’altro, a distanza di cinque minuti. I proiettili viaggiano in coppia, sui due lati della strada. Si guardano intorno, finti noncuranti, finti tranquilli. Ma si vede che sono dei ragazzini, che se succedesse qualcosa, chissà come reagirebbero. Magari addestrati meglio di tutti. Ma pur sempre dei ragazzini. La pelle sbarbata, gli occhi ancora puliti.

E allora mi rendo conto che il terrore è arrivato, purtroppo, anche qui. Che la sua eco ha viaggiato da nord a sud, fermandosi ovunque come una cappa. Che la strage di Nizza ha colpito non solo la località della Costa Azzurra, ma tutte le città limitrofe. Che quei bastardi che vivono di terrore, che sventolano la bandiera di Allah per pescecani assetati di soldi e ricchezza (e che Allah manco sanno chi sia), che falciano vite come se fossero erba secca, non si sono fermati a Nizza, Londra, Parigi, Bruxelles, ma sono ovunque. Anche qui, nella tranquilla Menton. Non fisicamente, spero e mi auguro, ma con lo spirito. Quello spirito di terrore, paura, diffidenza che ci rende sospettosi, che ci fa guardare al nostro vicino come se fosse il prossimo, possibile attentatore.

Non credo che colpiranno qui, no. Tuttavia, sono riusciti a rovinare un clima di tranquillità, gioia, relax, a tratti anche sana noia, che per tutti questi anni ho avuto il piacere di vivere. Bè, sapete cosa c’è, io me ne frego! Viva Menton, viva le vacanze. E che Dio ce la mandi buona.